La favola di Dragonia e di Tempestino, draghetto fortunato

La favola di Dragonia e di Tempestino, draghetto fortunato

La favola di Dragonia e di Tempestino, draghetto fortunato

C’era una volta Dragonia, un paese bellissimo dove vivevano i Draghi. I Draghi avevano abbandonato la terra molto tempo prima, poiché non sempre andavano d’accordo con gli umani, ma solo con alcuni bambini particolarmente buoni che avevano per amici i draghi.
E’ molto difficile trovare Dragonia, una terra al di là dei sette mari e dei sette colli a cui si accede da una minuscola porticina nascosta dentro un albero, in una caverna. L’albero è magico e si dice abbia mille anni. A Dragonia c’era purtroppo anche un drago molto cattivo che non usava il fuoco (che ai draghi esce dalla bocca) in modo amichevole o per cuocere il cibo e scaldarsi, come facevano gli alti draghi. Il drago cattivo, chiamato, “Fuoco Tempestoso” se ne andava sempre in giro di malumore e sputava fuoco sui draghi, sulle loro caverne, lasciando tutto bruciacchiato. Era proprio la disperazione di Dragonia. C’era però un draghetto molto buono “Tempestino” e molto intelligente. Era nato da poco dalla famiglia reale dei Principi Draghi che discendevano da una stirpe cinese. In lui si raccoglieva il coraggio e la forza, certo doveva tanto imparare perché era piccolo, ma era molto determinato. Aveva anche un dono, quello di andare in sogno ad un bambino che avrebbe scelto lui per 100 volte nella sua vita. Così, un bel giorno, decise di andare in sogno ad un bambino che abitava in una casetta, in un bosco vicino ad un paesino e cercare di farsi aiutare. In realtà non lo aveva mai fatto, sapeva che una notte di luna piena doveva avvinarci ad un laghetto, specchiarsi e pensare intensamente il bambino che aveva scelto. Il bambino veniva scelto sempre in dono e tra diversi, ma doveva avere un cuore puro come un cristallo ed essere molto buono. Così, si mise in contatto con Carletto, un bravo bambino che aveva due fratelli e viveva con la mamma ed il papà. Carletto dormiva tranquillo quando ad un certo punto la finestra si aprì, ci fu una folata di vento e la luna azzurra e bianca accarezzò con la sua luce le copertine. Il bambino si svegliò e vide come un immagine di Tempestino sul davanzale, che faceva segno di seguirlo. Allora Carletto si avvicinò e toccò il draghetto.

In effetti prima lo stava sognando ed ora… era lì. Con la manina sfiorò la sua pelle lucida, era bellissimo. Tempestino gli chiese se volesse andare con lui e Carletto acconsentì e così i due cuccioli presero il volo.

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Volarono attraverso mari e fiumi, Carletto non aveva paura perché si sentiva al sicuro con Tempestino. Sotto il paesaggio cambiava continuamente, tutto argentato dalla luna, il vento gli accarezzava i capelli e volarono e volarono. Tempestino non era ancora molto pratico di atterraggi, ma fu bravo. Atterrò in una radura, vicino ad un bosco ed alla porticina. Ed insieme attraversarono la grotta per aprirla. Ora era tanto tempo che nessuno riusciva ad aprire la porticina di Dragonia, c’erano tante piante intorno e la chiave che era nascosta dentro un bussolotto d’argento dietro alle piante, era tutta arrugginita. Si sa che nel bosco ci sono tante fate ed una passava proprio di lì. Le fate sono molto volubili e non bisogna mai farle arrabbiare.

La fata vide Carletto e Tempestino in difficoltà e si avvicinò in una nuvola luce dorata. Era la fata della Buona Fortuna e chiese, con voce suadente e soave, cosa stesse succedendo. “Fatina, Fatina, aiutaci!”. Cominciò a volare con le sue ali indaco sopra al draghetto e al bambino e decise di aiutarli “Vi aiuterò, ma da Dragonia voglio il Fiore che qui non c’è”.
“Quale è questo fiore?”
“E’ il fiore rosso che nasce quando cade una goccia di sangue di drago”
“ Basterà pungerlo con questo spillo, diverrà buono e mi porterete il fiore”.
“Va bene fatina, grazie”.

Così la fatina con un solo gesto della mano tocco la chiave che diventò d’oro e luccicante, non più arrugginita e Carletto e Tempestino poterono aprire la porticina e passare. Davanti a Carletto si stagliò Dragonia, bellissima con tanti draghi che volavano e tanti, tanti boschi. C’erano anche i “Ruscelli della Bellezza”, con tante cascate. Erano chiamati così poiché rifulgevano i colori dell’arcobaleno e tutto era argentato. Con loro avevano lo spillone magico, ben custodito dentro una tasca. Solo Carletto avrebbe potuto pungere il drago e farlo diventare buono. Ed ecco che all’improvviso dal cielo si staglio il drago cattivo, “Fuoco Tempestoso”, ben intenzionato a bruciacchiare il nuovo arrivato. Le sue ali sbattevano in alto nel cielo e li aveva puntati dall’alto. Tempestino ed Carletto allora si accucciarono. Carletto teneva ben stretto il puntale magico con la punta in su, sperando che il drago sarebbe volato basso e si sarebbe punto sulla pancia. Il drago cattivo allora mandò dalla bocca tanto fuoco, ma non li prese. Allora si abbassò per prendere meglio la mira, voleva andare lungo e poi atterrare e girarsi ma Carletto fu molto bravo e coraggioso e riuscì a pungere al drago la pancia.

La goccia di sangue cadde e subito uscì dalla terra il fiore magico, rosso come il fuoco. Carletto fu veloce, lo colse e se lo mise in tasca. Intanto il drago faticava e sbuffava seduto per terra. Diventare buoni era davvero difficile, ma ormai era stato punto e non avrebbe potuto fare altrimenti. Poi si mi se a piangere per tutto il male che aveva fatto e piangeva e piangeva, tanto che lì nacque un torrente che ancora oggi a Dragonia ricordano come “Il torrente del Fuoco Tempestoso”. Aiutò Tempestino a riportare Carletto a casa, li caricò sul suo dorso e volarono sino al piccolo paese degli uomini. Lo lasciarono nel suo lettino e “Fuoco Tempestoso”, che era anche diventato emotivo, pianse tantissimo nel lasciarlo. Poi andò con Tempestino dalla fata. Carletto aveva dato il fiore a Tempestino prima di tornare a casa. Purtroppo il fiore si era sciupato in volo, e la fata, che si sa, può essere dispettosa, se ne risentì. Allora trasformò in pietra “Fuoco Tempestoso” dicendogli che avrebbe dovuto essere di guardia alla porticina, che solo i draghi potevano passare con i bravi bambini. In un attimo trasformò il drago in pietra, e ancora lo si può vedere di guardia accanto alla porticina misteriosa, se si conosce la grotta del bosco. Intanto a Dragonia la mamma aspettava Tempestino. Quando lo vide lo coccolò moltissimo e lo accarezzò con le sue lunghe ali. Tutti i draghi volarono in segno di ringraziamento per Tempestino e lui, piccolo principe, un giorno sarebbe diventato il loro Re.
La fata della “Buona Fortuna” aveva in realtà raggiunto il suo scopo che era quello di neutralizzare per sempre “Fuoco Tempestoso”, perché con certi draghi non si può mai sapere. Le fate ballarono tutta la notte, erano vestite di tanti veli colorati e le ali brillavano alla luce della luna. Ballarono sui fiori e sugli alberi, volando e piroettando. Qualcuno dice di averle viste, ma rimane sempre il gran segreto delle fate che non si fanno vedere agli uomini, se non quando vogliono loro.
Quando Carletto si svegliò racconto tutto alla mamma, mentre beveva il latte e gli venivano due bei baffoni bianchi. La mamma lo accarezzò con tenerezza ma Carletto da quel giorno portò un piccolo segno su una spalla. Era il segno del Drago dato ai più coraggiosi, ma questa è un’altra storia che racconteremo un’altra volta.

Favola di Alice Carol Smith
Aprile 2014
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